In tenda contro l’aumento degli affitti. Hanno abbandonato le case per dormire in tenda. Sulla Rothschild Boulevard, davanti al teatro Habima. E’ iniziata come un happening giovedì scorso la manifestazione contro l’aumento degli affitti nella Città Bianca. Musica dal vivo, performance, cibo, bibite, sembrava una festa di strada. Uno di quegli “street party” telavivi che tengono sveglia la città 24 ore su 24.

Un caso mediatico. Su Facebook il passaparola. La voce, come sempre, si è sparsa su Facebook. Da una discussione su come gli affitti siano arrivati alle stelle, sui turisti che hanno “drogato” il mercato immobiliare. Poi un appuntamento, si scende in piazza a manifestare per sensibilizzare la gente, i politici, le istituzioni locali e nazionali. L’iniziativa è stata presa dall’Unione nazionale degli studenti, ed oggi è sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali.

Ci vogliono più di 1.000 Euro al mese per una famiglia e almeno 700 per uno studente. La casa a Tel Aviv è un miraggio. L’affitto è più caro di Milano e Roma, e tocca le vette di New York. Spesso metà del reddito va nell’affitto. “Tutti vogliono venire a Tel Aviv perché è una città meravigliosa – dice un manifestante -, e questo è lo scotto da pagare! Ma i politici devono fare qualcosa!”.

Il mondo politico cerca soluzioni. Dal Sindaco Huldai ai ministri, tutti sono stati davanti all’Habima per parlare con i manifestanti. Alcuni accolti dai fischi, altri da caldi applausi. Il primo ministro Netanyahu ha convocato una riunione d’urgenza in Parlamento per affrontare il problema ed ha invitato i manifestanti a Gerusalemme per un confronto aperto.

Le tende spuntano come funghi in altre città del Paese. La manifestazione di Tel Aviv ha spinto  alcuni abitanti di altre città a scendere in piazza. Così spunteranno tende anche a Beersheba, Kiryat Shmona e Kfar Saba.