SIP, un istituto di fotografia per Tel Aviv. A rehov Shoken, nel sud di Tel Aviv, dove gallerie e centri d’arte aprono in continuazione anche nella zona industriale, è nato lo Shpilman Institute for Photography (SIP). Il SIP, che opera in Israele dal 2010, si presenta adesso rinnovato, in un grande edificio accanto alla redazione del quotidiano Ha’aretz. Una nuova location moderna, suddivisa in due spazi: una grande galleria, che ospita le mostre, e l’archivio, a disposizione di tutti. L’istituto nasce da un’organizzazione non-profit, con la missione di supportare gli artisti israeliani e lo studio della fotografia contemporanea (i suoi contatti con la filosofia, la storia e le altre arti), e di diventare un punto di riferimento per la fotografia internazionale.

Il SIP apre con la mostra “Luma”. Per affermare sin da subito la sua vocazione all’internazionalità, il SIP inaugura con la mostra “Luma – Modern Photography in the First Half of the 20th Century”, che si concentra sul fenomeno della New Vision tra le due Guerre Mondiali, che ha investito prima l’Europa poi gli Stati Uniti. In mostra le opere di celebri fotografi, quali l’ungherese László Moholy–Nagy (che fu precursore del movimento), Berenice Abbott, Werner Bischof, Margaret De Patta, James Hamilton Brown e Allen Porter.

Il fondatore del SIP Shalom Shpilman, collezionista e filantropo. Prima di darsi anima e corpo al progetto del SIP, Shalom Shpilman era un imprenditore, con una grande passione per la fotografia. Collezionista e studioso, ha raccolto molte opere, uniche, che oggi sono a disposizione presso l’Istituto. Un grande spazio dell’archivio Shpilman è dedicato alla storia della fotografia israeliana.