“Tel Aviv è pericolosa soltanto per le bici”. E’ una battuta molto popolare tra i “telavivi”, come a dire che si può girare tranquilli da soli alle quattro del mattino, ma la probabilità di vedere scomparire la propria bicicletta è altissima. A me è capitato più di una volta, l’ho sempre legata bene, con catena doppia, tripla o quadrupla, alla scala del mio palazzo. Ma non è servito a nulla, puntualmente la rubavano. Poi un amico mi ha fatto notare che la bici non va nascosta, semmai esposta sotto i riflettori, in una città che non dorme mai, nessuno la toccherà. Quindi ho deciso di legarla davanti ad un chiosco, proprio sotto a un lampione, in mezzo a una piazza (quella di Basel), dove ce ne sono almeno mille di bici parcheggiate. La mia sono mesi che sta li e nessuno l’ha toccata. E’ legata ad un palo insieme ad un’altra bici, quando la slego per usarla nessuno prende il mio posto. E’ una regola di quartiere.

Chi arriva per primo tiene il posto, e nessuno è autorizzato a prenderlo anche in sua assenza. E’ come avere un parcheggio privato, ma se non ce l’hai te lo devi procurare ad ogni costo. Se per errore parcheggi al posto di altri, questi in qualche modo te lo faranno notare, anche con una letterina che ti lasceranno sul sellino e in cui ti inviteranno a spostare la tua bici. Ci siamo passati tutti, non è facile, ma alla fine una soluzione si trova. E bisogna trovarla la soluzione perché a Tel Aviv la bicicletta è un mezzo essenziale per muoversi. Malgrado la città si chiami “la collina della primavera”, qui di colline ce ne sono poche, quindi con la bici si arriva da per tutto e senza perdere il fiato. Certo, è bellissimo il sabato mattina fare una passeggiata in bicicletta al Park HaYarkon, oppure sul lungomare, ma con la bici ci si va anche a lavoro, al cinema, al bar, al ristorante e a fare la spesa.

Per i “bike-riders” la vita non è poi tanto dura: ci sono negozi in ogni angolo della città, dove si possono comprare bici nuove o usate, oppure noleggiarle per qualche giorno. In città ci sono ben cento chilometri di pista ciclabile, uno per ogni anno di Tel Aviv. Niente male per una città che si estende su 50 km². L’opera è stata compiuta dal Comune lo scorso anno per il centenario. E adesso è attivo anche il servizio di “Bike Sharing” per facilitare il trasporto in città e migliorare la qualità della vita dei residenti: il progetto è partito con 2.000 bici e più di 100 parcheggi. L’abbonamento mensile è di circa 200 Shekel (40 Euro).