Il film israeliano Footnote di Joseph Cedar nominato agli Oscar. E’ arrivato già una volta ad un palmo dalla Statuetta il regista israeliano Joseph Cedar. Il suo Beaufort (tratto dal libro di Ron Leshem) aveva vinto nel 2007 l’Orso d’Argento a Berlino e poi era stato candidato agli Oscar come Miglior film in lingua straniera. Adesso è il suo Footnote (“Hearat Shulayim”) a correre verso l’Oscar, lo ha annunciato oggi l’Academy. Al film era già stato assegnato il Premio per la miglior sceneggiatura a Cannes. Cedar non riesce a trattenere l’emozione, mentre i microfoni delle tv e delle radio israeliane lo assalgono con decine di domande. Glissa i complimenti e li rigira al cast, dice di essere felice che ci sia in lizza anche un film iraniano (A Separation): “C’è qualcosa di poetico nel competere con un film iraniano. Come in Footnote c’è una duplice sensazione: da un lato l’orgoglio e l’emozione, dall’altro la paura”.

La locandina di Footnote

Grande cast per un film “letterario” e linguaggio innovativo. Recitato da grandi attori israeliani: Shlomo Bar Aba, Lior Ashkenazi (Camminando sull’acqua), Alma Zack e Yuval Scharf (“sono commosso – ha detto Bar Aba – mi sento come al mio Bar Mitzva!”), Footnote punta sull’idea e su un linguaggio innovativo (certamente per il cinema israeliano). Nel film la letteratura, la scrittura, hanno un ruolo importante, sia nella storia che da un punto di vista visivo.

Il cast del film a Cannes

Proprio un premio al centro della storia Footnote. La storia di Footnote (“note a piè di pagina) è quella del professor Eliezer Shkolnik (Shlomo Bar Aba) è uno dei più importanti studiosi israeliani del Talmud, come suo figlio Uriel (Lior Ashkenazi), con il quale condivide anche la carriera accademica. Il Professore però ha un cruccio: il suo lavoro di ricerca è stato vanificato da un collega che lo ha preceduto pubblicando prima di lui. Un apparente riscatto arriva quando gli viene annunciato il conferimento dell’Israeli Prize, il premio più prestigioso d’Israele. Peccato che c’è stato un errore di comunicazione, perché il premio spetta a suo figlio. Così scoppia la rivalità tra Eliezer, che vede svanire di nuovo il suo sogno, e Uriel, combattuto tra il desiderio di vedere il padre ritirare il premio e quello di ricevere un meritato riconoscimento.

Tra la rosa dei nominati anche un film iraniano. Oltre a Footnote sono stati nominati In Darkness (Polonia), Monsieur Lazhar (Canada) e Bullhead (Belgio) e l’iraniano A Separation di Asghar Farhadi.

 Il decimo film israeliano nominato all’Oscar come Miglior film straniero, ma con Footnote c’è una “prima volta”. Footnote è il decimo film israeliano a concorrere per l’Oscar come Miglior film in lingua straniera. Negli ultimi cinque anni ben quattro pellicole israeliane sono state nominate, Beaufort di Cedar, Waltz with Bashir di Ari Folman,  Ajami di Scandar Copti e Yaron Shani, e Footnote, che tra questi è l’unico a non affrontare la questione del conflitto.